STORIA ED ESIGENZE

AGLI ALBORI DELLA NOSTRA ATTIVITÀ UN INSTANCABILE “PIONIERE”

A cavallo della Prima Guerra Mondiale (1914-1918), la più grande ditta produttrice di pipe su scala industriale era la Fratelli Rossi di Molina di Barasso (Varese), capostipite di un’arte destinata a raffinarsi e ad espandersi negli anni in tante piccole industrie locali, a tal punto da far individuare il Varesotto nord-occidentale con l’appellativo di distretto delle pipe.
La Fratelli Rossi acquistava i bocchini in ebanite a St. Claude, cittadina francese nel Jura ma, vista l’ascesa della concorrente italiana su molteplici mercati esteri, i produttori di pipe francesi fecero pressione presso il fornitore locale per interrompere l’invio dei suoi prodotti alla concorrente d’oltralpe.

Proprio mentre la ditta italiana era in avanzata fase di sviluppo - sviluppo che già intorno al 1920 le assicurò il primato di fabbrica di pipe più grande d’Europa - le forniture di bocchini dalla Francia diminuivano sempre più, così da costringere la Fratelli Rossi ad interpellare le più prestigiose fabbriche di gomma d’allora, come l’Azienda Pirelli, affinché prendessero in considerazione la richiesta di produrre bocchini in ebanite.

Purtroppo nessuna azienda fu in grado di esaudire la richiesta. Così, dopo innumerevoli prove, esperimenti e notti votate alla soluzione di questo problema, nel 1922, per la prima volta in Italia, iniziò la produzione di bocchini in ebanite per pipe presso la ditta di Molina di Barasso.

Fra i pochi che si fecero in mille alla Fratelli Rossi, con grande forza di volontà per raggiungere un risultato che si rivelò più che mai concreto, c’era il signor Carlo Giudici che, non a torto, può essere considerato un Pioniere nella produzione di bocchini in ebanite in Italia.